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Ippolito Nievo

December 8, 2017

A marzo del 1861 un piroscafo che segue la rotta da Palermo a Napoli, l’Ercole, si inabissa nel Tirreno senza lasciare un solo legno galleggiante, tra le vittime c’è Ippolito Nievo, scrittore, poeta e garibaldino.

 

Nato a Padova nel 1831 da un nobile mantovano magistrato e da un'aristocratica veneziana la cui madre era una contessa Colloredo Mels friulana, sin da giovanissimo è sensibile alle istanze  patriottiche e sociali e all'amore per le belle lettere.

 

Lo avvia ad essa il nonno materno, amico di Ippolito Pindemonte. Trascorre la giovinezza fra il Veneto, Mantova ed il Friuli nel castello avito, qui entra in contatto con la dura vita dei contadini. 

 

Tra le mura di quel castello, pensa e ambienta il suo capolavoro, il romanzo che verrà pubblicato postumo e sarà amato da Italo Calvino, Le confessioni di un Italiano.

 

A Mantova stringe un'importante amicizia con Attilio Magri, fervente patriota, che gli presenta il suo primo amore, cui indirizza lettere cariche di echi letterari. È coinvolto nei moti del '48 -'49.

 

Si iscrive a giurisprudenza a Pavia, ma si laurea a Padova nel 1855, inizia intense collaborazioni giornalistiche.  La famiglia vorrebbe che diventasse notaio, ma lui non intende sottostare all'autorità asburgica.  

 

È vicino ai mazziniani e si reca a vivere a Milano dove svolge attività giornalistica. Nel 1858 viene processato per diffamazione delle guardie imperiali austriache. Si difende da solo.  Si ritira in Friuli dove scrive il suo capolavoro e altre prose e poesie. Nel 1859 è ufficiale dei cacciatori delle Alpi.

 

Deluso dalla mancata liberazione del Veneto scrive pagine di fuoco. Nel maggio 1860 è fra i Mille, si distingue a Calatafimi e Palermo. Diventa colonnello intendente dell'armata.

 

Gli assegnano il compito di verificare, e gestire, le spese della spedizione, e sarà un’impresa più difficile di ogni battaglia. Si lamenta di essere lontano dall’azione.

 

A Torino qualcuno solleva dubbi di moralità sui Mille e su Garibaldi. Servono i documenti dell’amministrazione per togliere ogni macchia dalle azioni dei volontari di Garibaldi.

 

Ippolito, poeta laureato in giurisprudenza, non accetta accuse infondate. Si imbarca per portare nella capitale i rendiconti dell'impresa, ma il vapore Ercole naufraga fra Palermo e Napoli.

 

Nel Novecento si ipotizzerà, per la sua morte, la prima strage di Stato. Fra romanticismo e verismo, la Pisana è forse la figura femminile più affascinante dell'intera letteratura italiana. 

 

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