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Sibilla Aleramo

December 12, 2017

 

Se i genitori di Marta Faccio avessero ascoltato una sibilla o un profeta probabilmente avrebbero ricevuto questo vaticinio: «Un poeta la verrà a cercare». Marta Felicina Faccio detta Rina  nasce ad Alessandria, 14 agosto 1876, in seguito si farà chiamare Sibilla Aleramo.

 

Prigioniera di un marito imposto e non stimato, costretta in una vita nella quale percepiva tutto il provincialismo, crede di trovare nella cura del suo primo figlio Walter, una fuga dall'oppressione della propria esistenza, è un’illusione che dura poco.

 

Decide di sollevarsi attraverso un personale impegno a realizzare aspirazioni umanitarie attraverso le letture e gli scritti di articoli che le vengono pubblicati, a partire dal 1897, nella «Gazzetta letteraria», ne «L'Indipendente», nella rivista femminista «Vita moderna», e nel periodico, di ispirazione socialista, «Vita internazionale».

 

A questi anni risale la corrispondenza con un'altra donna impegnata nelle battaglie per l'emancipazione femminile, Giorgina Saffi, e con il marito, Aurelio Saffi.

 

Il suo impegno femminista non si limita alla scrittura ma si concretizza nel tentativo di costituire sezioni del movimento delle donne e nella partecipazione a manifestazioni per il diritto di voto e per la lotta contro la prostituzione, tema caro anche alla signora Saffi.

 

A Rina Faccio viene affidata la direzione del settimanale socialista «L'Italia femminile», fondato da Emilia Mariani, nel quale tiene in particolare una rubrica di discussione con le lettrici e ricerca la collaborazione di intellettuali progressisti.

 

I difficili rapporti familiari la convincono alla coraggiosa decisione di abbandonare marito e figlio trasferendosi a Roma nel febbraio del 1902 e legandosi a Giovanni Cena, direttore della rivista «Nuova Antologia» alla quale collabora e inizia a scrivere, su sollecitazione dello stesso Cena, il romanzo Una donna.

 

Questo romanzo viene pubblicato con lo pseudonimo di Sibilla Aleramo, suggerito dallo stesso Cena dalla poesia Piemonte di Carducci, Rina Faccio diventa Sibilla Aleramo nella vita e nella letteratura.

Edito nel 1906 è la vicenda della sua stessa vita, dall'infanzia fino alla sofferta decisione di lasciare il marito e soprattutto il figlio, in nome dell'affermazione di una vita libera e consapevole e contro la costrizione e l'umiliazione dell'esistenza che un'ipocrita ideologia del sacrificio intende imporre alle donne.

 

…«Un poeta la verrà a cercare»…

 

Durante la Prima guerra mondiale, Dino Campana, il poeta folle da un unico libro capolavoro, inizia uno scambio epistolare con Sibilla. Sarà un amore folle, non privo di passione e violenza, un amore egoista e solitario destinato al fallimento.

 

Di questo loro fallito amore rimane una raccolta di epistole bellissime, un viaggio chiamato amore, che farà sognare generazioni di letterati e letterate.

 

…«Un poeta la verrà a cercare»…

 

Negli anni ‘30 si lega, per più di dieci anni, con un uomo che ha quarant’anni di meno.

Dopo la Seconda guerra mondiale, un giovane poeta romano Elio Fiore, andrà a cercare Sibilla per sapere tutto del suo amore con Dino Campana.

 

Sibilla Aleramo muore a Roma nel 1960 a ottantaquattro anni.

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