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Fiore dè Liberi

December 26, 2017

 

Un italiano veramente da scoprire è Fiore de’ Liberi, Premariacco (1350 circa – 1420 circa), un maestro di scherma italiano, autore del celebre trattato di scherma Flos Duellatorum.

 

Le prime notizie su di lui risalgono al 1384 dalle pagine del trattato da lui composto.  Afferma di avere alle spalle 40 anni di studio dell'arte della spada. Un addestramento iniziato in giovane età.

 

Rinomato Magistro di Scrima (scherma tradizionale), una figura non atipica in quel periodo storico.

Fiore dei Liberi non il primo né l'unico Mastro di Scrima in quelle terre e del resto egli stesso afferma: 

«...de tuto quello che noy avemo vecudo de multi magistri e scholari e armecaduri e duchi principi marchesi conti chavalieri e schuderi e de altri innumerabilli homeni de diversse provincie e anchora cosse trovade da noy...».

 

Viene considerato il primo maestro della scuola italiana di scherma.

 

La sua fama di Mastro d'Arme lo porta in diverse corti nobiliari: Mantova, Padova, Pavia, Ferrara.

 

Di Mastro Fiore conosciamo il nome di alcuni allievi: oltre a Niccolo III e il Duca d'Este suo predecessore, anche i cavalieri Pietro del Verde, Galeazzo delli Capitani di Grumello Mantovano, Lancillotto di Beccaria di Pavia, Giovanni de Baio di Milano, e Anzo de Castelbarco legato alla famiglia dei Castelbarco la cui storia si annoda in parte alle vicende del castello di Avio e a quelle degli Scaligeri.

 

Un annus mirabilis per Fiore, ma anche per noi è il 1409, anno in cui compone il trattato di scherma Flos Duellatorum. nella città estense, per desiderio del marchese Niccolò III d'Este.

 

Il sotto titolo recita In armis sine armis, con le armi e senza. Si tratta di uno dei primi e più famosi manuali del genere nel quale viene presentata e insegnata l'arte della lotta a mani nude, la lotta con la daga, la scherma con la spada, con la spada a due mani, con il bastone, con l'azza, con la lancia e a cavallo.

 

Il suo trattato conobbe già all'epoca un'enorme diffusione, tale da influenzare ogni maestro italiano che venne dopo di lui e i numerosissimi maestri d'arme stranieri che in Italia vedevano l'ambiente migliore per la loro formazione. Filippo Vadi, Achille Marozzo e Giovanni dalle bande nere, sono soldati e uomini d’armi che hanno studiato la tecnica di Fiore.

 

Ancor oggi il manuale scritto da Fiore nel 1409 è diffuso e studiato da numerose scuole di scherma antica in tutto il mondo, la sua tecnica sine armis, a mani nude, è ripresa dai combattimenti da strada.

 

L’immagine delle Sette Spade

    

L'immagine più nota del Flos Duellatorum è il diagramma delle sette spade all'inizio della sezione sulla spada bastarda.

 

È la figura di un uomo, divisa da sette spade centrate sul corpo, che rappresentano le poste o posizioni di guardia. L'uomo è circondato da quattro animali, che simboleggiano le principali virtù di uno schermidore.

  1. In alto, la lince che regge un compasso rappresenta la prudentia

  2. a sinistra, la tigre con una freccia rappresenta la celeritas

  3. a destra, il leone che regge un cuore rappresenta l'audatia

  4. in fondo, l'elefante, che porta una torre, rappresenta la fortitudo:

 

Fiore ha vissuto di guerra e di combattimenti. Nell'anno 1383 è sul campo a combattere tra le file delle milizie comunali udinesi contro le truppe del pontefice.

Fino al 1384 è in occupato in qualità di esaminatore e conservatore delle balestre e degli altri ordigni atti a saettare, esistenti nella camera dei Comuni.

 

Lo storico friulano Liruti racconta che Mastro Fiore oltre alle battaglie campali e alle scaramucce cittadine:

 

«(…) sostenne in riputazione la sua arte cinque volte contro alcuni maestri di scherma, che per invidia gli fecero disfide (…) e che egli in tal guisa perfetto in quest'arte, che da molti principi e cavalieri fu ricercato per maestro, e seppe tanto bene gli ammaestramenti con segretezza e, come dice egli occultamente, con particolari sue invenzioni e colpi segreti, che i medesimi negli incontri non rimanessero mai perditori, anzi sempre con onorate vittorie.»

 

Molti uomini in quel periodo si guadagnavano da vivere professando l'Arte della guerra e gli studenti di Fiore dei Liberi erano uomini d'arme valenti e audaci.

 

Valga per tutti quanto si trova scritto di Galeazzo di Grumello “soldato virtuoso e singolare nonché fortissimo”.

 

Uomini impegnati in battaglia o a sostener tenzoni e duelli: come quello sostenuto a Padova da Galeazzo di Grumello (o da Mantova) contro un francese che lo aveva sfidato e per il quale raccolse l'esortazione di Antonio Loschi, segretario di Giangaleazzo da Milano, a tutelare l'onore del nome italiano, ma a risparmiare la vita all'avversario.

 

 

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